IL LUTTO COMPLESSO DA COVID - 19

Una riflessione per affrontare la perdita


Ciascuno di noi si sta confrontando con emozioni forti, come la paura, il senso di impotenza, la preoccupazione, l’ansia, ecc. … Perché siamo ancora immersi in una situazione incerta, perché non sappiamo cosa può provare chi è stato colpito da Covid-19. Questo è un virus collettivo, alcuni sono spaventati dal contagio, altri dall’isolamento e dal bombardamento di notizie, dall’attesa quotidiana dei dati riguardanti i decessi e i contagi (ma fortunatamente anche le guarigioni), qualcuno evita il più possibile le notizie per sfuggire all’ansia che si fa più intensa…qualcuno poi è stato colpito direttamente, perché ha contratto il virus, perché presenta sintomi, perché qualche familiare ne è affetto o, ancora, perché qualcuno vicino a noi ci ha lasciato…

Oggi vorrei riflettere su questo aspetto, su come sia difficile, ora più che mai, stare nell’incertezza della malattia ed accettare che qualcuno ci possa lasciare.

Il lutto rappresenta la perdita di una persona cara e, quando viviamo un lutto attraversiamo un processo di sofferenza e dolore. Possiamo vivere stati d’animo diversi, che possono andare dalla negazione e dal rifiuto di ciò che è accaduto, alla confusione e al disorientamento, fino alla rabbia, a sentimenti di colpa, disperazione e tristezza profonda…

La sofferenza che ogni lutto porta con sé lascia poi spazio, gradualmente, all’accettazione di quanto accaduto e alla speranza di trovare un nuovo equilibrio, mettendo in atto una serie di accorgimenti che ci aiutano ad elaborare la perdita e a manifestare le emozioni ad esso legate.

Siamo però consapevoli che ora molte cose sono cambiate: quando qualcuno che conosciamo si ammala, soprattutto se viene ospedalizzato, alterniamo momenti di disperazione a momenti di speranza; l’impossibilità di non poter assistere i nostri cari affetti da Covid-19 (o che sono ricoverati per altre ragioni), di non poter stare loro vicini mentre sono in ospedale rende tutto più complesso e molto più doloroso.

L’impossibilità di dare loro sepoltura, accompagnandoli con i riti previsti dalla cultura e dalla religione di ciascuno è un altro peso che ci affligge. Rispettare poi le norme stringenti di isolamento dei familiari a casa, non avere la possibilità di ricevere fisicamente una consolazione da parte di parenti e amici rendono la perdita della persona come se fosse un lutto nel lutto.

Un lutto in cui il senso di impotenza cresce, così come può crescere la rabbia verso di noi, i sanitari e persino verso chi se ne è andato…ma queste sono tutte reazioni assolutamente naturali. E non possiamo negarle, anzi ciò che può aiutarci ad elaborare un evento simile è proprio la condivisione di quanto proviamo, senza timori.

Nelle nostre case allora possiamo svolgere i rituali per dare il nostro addio alla persona defunta: possiamo scrivere i sentimenti e gli stati d’animo che proviamo, ricordare i momenti trascorsi insieme, accendere candele, pregare se siamo credenti. Possiamo anche creare uno spazio con fotografie, disegni e pensieri per iscritto, decidere in famiglia di attuare piccoli riti di saluto da compiere ogni giorno, aiutare i nostri figli condividendo con loro il nostro dolore e porgendo loro lo spazio di ascolto e di silenzio di cui hanno bisogno.

Questi piccoli e grandi gesti rappresentano modi concreti per celebrare il ricordo della persona cara ed iniziare la nostra personale elaborazione del lutto, almeno fino a quando non sarà possibile commemorare ufficialmente la persona.

Tutto ciò, anche se apparentemente “semplice” di fronte a quello che stiamo vivendo, serve a compiere i primi passi per uscire da questo momento buio, a far sì che il dolore non si cristallizzi dentro di noi, ma inizi a fluire. Ci aiuta ora e ci aiuterà in seguito, quando torneremo ad uscire e sentiremo il bisogno di riguardare indietro a questo periodo con un respiro diverso.

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